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Domenica, 20 Maggio 2012

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“Più libri più liberi” tiene testa all’editoria che rallenta

di Stefania Gargiulo

Stand_variSi è chiusa con 56.923 visitatori la passata edizione di “Più libri più liberi”, un successo che ha confermato la crescita e l’affermarsi di un evento che nel 2002 contava “solo” 30 mila visitatori. Un aumento dell’88% che ha favorito soprattutto le vendite: circa 40 mila copie il primo anno (2002), 90 mila nel 2010, ovvero +125% (con una spesa media per visitatore che è stata nel 2010 di 35,22 euro).

Dati che stonano con il “rallentamento”, parola che quest’anno ha fatto da sfondo a tutta la campagna di preapertura della decima edizione della Fiera della piccola e media editoria, organizzata anche quest’anno al Palazzo dei Congressi di Roma dal 7 all’11 dicembre. “Scende l’ombra del segno meno sul settore fino a oggi relativamente meno toccato dalla contrazione generalizzata dei consumi” si legge nel comunicato ufficiale, parole che rendono bene il calo di spesa che a fine ottobre registra un -0,7% sul totale del mercato (-7,1 milioni di euro di spesa in meno). È pur vero che i dati si riferiscono ai soli canali trade di varia adulti e ragazzi, ma rendono evidente come anche il settore del libro inizi a risentire della minore capacità di spesa delle famiglie italiane. Se poi si pensa che a diminuire è in special modo la disponibilità di spesa di quei 3 milioni circa di lettori forti che hanno un reddito maggiore e un alto tasso d’istruzione, allora si comprende bene che la politica di contenimento della spesa ha coinvolto proprio tutti.

Famosa per la sua natura rigorosamente indipendente e per il suo approccio “dal basso”, “Più libri più liberi” continua nonostante tutto a puntare sulla differenziazione dell’offerta, sulla curiosità che spinge le case editrici a compiere scelte inedite e coraggiose. Se le grandi non riescono, ci pensano loro a stimolare quella fascia di pubblico che crede nella sperimentazione ed è in continua ricerca di vivaci stimoli. Resta irrisolto il problema più grave, la distribuzione. La loro quota di mercato nei canali trade, multistore e grandi librerie di catena che iniziavano ad aprire a ritmo crescente in quegli anni, è aumentata ma ancora troppo limitata è la visibilità e la permanenza sugli scaffali. A gravare e a frenarne la diffusione inoltre la distribuzione legata al digitale, l’arrivo dell’e-book, dell’e-reader, le “auto pubblicazioni”.

Tante le novità di questa decima edizione: si parlerà di trasformazione dei modelli distributivi, di marketing 2.0, dei nuovi percorsi di educazione dell’editoria. Lo si farà con la partecipazione dei 411 editori aderenti e grazie all’intervento di autori e ospiti della cultura, sport, spettacolo, scienza, società civile, tra cui: Oliviero Beha, Marco Bellocchio, Mimmo Calopresti, Aldo Cazzullo, Francesca Comencini, Piera Degli Esposti, Milena Gabanelli, Fabrizio Gifuni, Antonio Ingroia, Paolo Mieli e Luca Telese. Saranno 15 gli agenti, editori e scout provenienti da tutto il mondo che incontreranno le realtà editoriali della Fiera per uno scambio di diritti d'autore con gli editori italiani di riferimento: tra questi spiccheranno le presenze di Editorial Anagrama, sofisticato e prestigioso marchio spagnolo, Random House Germany, colosso tedesco, e AST Publishing Group che detiene il 21% del mercato editoriale russo.

La Fiera è organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i beni librari, gli istituti culturali e il diritto d’autore con il Centro per il libro e la lettura, Provincia di Roma, Camera di Commercio di Roma, Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio e in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, l’azienda per i trasporti capitolina Atac, Radio 3 Fahrenheit, IBS – Internet Bookshop e in partnership con l’ALI – Associazione Librai Italiani e l’IILA – Istituto Italo-Latino Americano.

 

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