di Paola Poeta
Il particolare momento storico che stiamo vivendo appare critico e ineluttabile. Molte persone vivono esperienze drammatiche, di esclusione dal mondo del lavoro, di sottoccupazione, di precarietà economica, di disuguaglianza sociale, e il futuro appare incerto e disilluso.
Per un periodo la crisi sembrava riguardare prevalentemente soggetti femminili, status sociali medio-bassi, meridione, oggi constatiamo invece che si è estesa sia la localizzazione che la tipologia. Il mondo occidentale manifesta una significativa crisi del ciclo produttivo ed economico, e fino a questo momento ha reagito escludendo dal mercato del lavoro talune tipologie di soggetti, come le fasce di età giovanili ma anche i lavoratori maturi e qualificati.
Una condizione esasperata che facilita frustrazione e instabilità. In queste condizioni difficili l’individuo può sperimentare vari stati d’animo che vanno da un vago senso di malessere allo scoraggiamento, da una diminuzione degli interessi alla mancanza di entusiasmo nei rapporti affettivi e interpersonali. Può subentrare sfiducia in se stessi ed è facile che si instauri anche un sentimento di paura che tende a bloccare la progettualità, il pensiero e l’azione. Sentimenti che se protratti o non compresi possono ripercuotersi nell’equilibrio psichico generale.
Nell’attuale frangente una tale crisi appare senza via d’uscita se non verrà riconosciuto il potenziale di ogni individuo e la sua ricchezza. Il tentativo di trasformazione inizia con la comprensione della paura, sia come emozione che condiziona la vita interiore, sia per il ruolo che assume all’interno dei sistemi complessi e di potere. La paura “rende”, dal punto di vista esterno è funzionale al pensiero conservatore che difetta della percezione intuitiva dell’individuo come essere psicofisico unico.
Togliere fiducia e speranza, incapsulare gli ideali, significa mortificare la vitalità umana e facilitare l’appiattimento delle idee. Solo se verrà valorizzata la forza che l’individuo possiede si potrà affrontare l’antitesi tra bisogni materiali e prospettive future. Appare ridondante dire che viviamo in un’epoca caratterizzata da profondi cambiamenti che investono la famiglia, la società, il modo di comunicare e di relazionarsi. Due alternative sono possibili: disconoscere la paura, sapendo però che in un altro momento potrebbe essere opportuno affrontarla insieme alle contraddizioni; l’altra relazionarci con essa, comprenderla, curarla, migliorarla, attraverso una deliberata esperienza di volontà e autocoscienza, che attinga dalle profonde risorse dell’Io gli elementi da sviluppare in seguito al cambiamento degli equilibri precedenti e in funzione del nuovo sistema di vita cui tutto il pianeta volge. Solo attraverso la crescita personale e autoformativa è possibile affrontare e trasformare vissuti di tragedia in una vera opportunità di avanzamento.








